Graffiti shop

14 03 2010

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Acid Boy

2 11 2009

Tempo fa ho parlato in un articolo del geniale vignettista satirico e spietato Nocturnal-Devil.
Dopo la “ritirata ufficiale” dal web delle sue creazioni più caustiche, per tutta la rete si sono sparsi velocemente falsi autori, rivendicazioni non autorizzate,  copie spacciate come proprie e altre ingiustizie. Così, per mettere fine a questo flusso, l’autore ha rimesso online nella sua propria galleria quei lavori tanto amati dai suoi (ex) fans.

Cogliendo l’occasione, ho subito recuperato il suo più terribile fumetto: Acid Boy. Il titolo dice tutto, godetevi le avventure del ragazzo più acido della storia.

 

copyright © Sheharzad Arshad

 





Bram Stoker’s Dracula

1 10 2009

More about Dracula

Bram Stoker non è considerato tra i più grandi scrittori di sempre, né del suo periodo, e i motivi in effetti ci sono. Se poi gli scrittori fantasy oggi, per quanto vendano, vengono snobbati dalla critica ed esclusi dalla cerchia degli “intellettualmente validi”, c’è da aspettarsi che nell’ Ottocento un fabulatore scabroso fosse sì seguito, ma dai lettori comuni.
In Dracula la narrazione – e si parla di scelte stilistiche, quelle di raccontare attraverso lettere e diari – ha qualche epica falla: i discorsi diretti minuziosi sono credibili quanto gli infiniti monologhi di tre pagine, e c’è il piccolo particolare che Jonhatan Harker racconta di essere stato privato del necessario per scrivere all’inizio del suo diario. Nel suo diario… sospetto.
Le lettere accurate e le varie voci dei narratori giovani e all’inizio inconsapevoli, comunque, permettono quel minimo di tensione assolutamente fondamentale per il tipo di storia.
Il linguaggio sgrammaticato di Van Helsing è illeggibile. Appesantisce un romanzo già lungo come scarpe di cemento; di certo c’era un modo meno antipatico per renderlo.

Personaggi stereotipati, esageratamente perfetti o perfettamente malvagi (ma il conte Dracula ci piace così) e finale ovvio. In breve, uno dei noir più noiosi della storia, ma pur sempre un classico.

Nel cast del film più recente ispirato al libro, Dracula di Bram Stoker (1992), il Gary Oldman poi di Leon ed Harry Potter, Winona Ryder, il celebre Keanu Reeves di Matrix perennemente accigliato, Monica Bellucci.





“Anche i ricordi hanno le zanne”

20 09 2009

Continua la saga di Laurell Hamilton sulla risvegliante di morti più aggressiva di St. Louis.

Anita Blake #5

More about Polvere alla polverePolvere alla polvere è molto, molto avvincente.
Le minacce dei vampiri “dalla parte dei cattivi” cominciano ad essere più logiche e meno forzate, mentre i rapporti tra i personaggi si fanno più stretti.
Larry guadagna punti, così come Jason, e Jean-Claude inizia ad avere un passato e qualcosa da raccontare. Anita è sempre più stile “eroina dura”, secondo il suo prototipo.
L’abbreviazione in “vamp” è snervante, se non inutile, e la ripetizione copia-incolla della descrizione del potere da negromante di Anita è decisamente sfacciata (e quindi abbastanza antipatica).
Una storia di tentazioni e debolezze mortali. Ma non sono un po’ troppi e ovunque, i mostri?
Certo nemmeno questo, come i precedenti, si può dire un romanzo colmo di accuratezze, studi e artifizi letterari, ma non è niente male.

Anita Blake #6

More about Il ballo della morteE’ difficile tenere duro per un tale numero di romanzi e non scadere, difficile non sminuire l’erotico presente, che di per sé sarebbe adatto, quasi cadendo dalla tesissima fune dell’amore al suolo umidiccio del porno.
Ne Il ballo della morte, la Hamilton dimostra di non essere poi una grande equilibrista.
Speravo che la ripetitività nauseante di quello che forse si può chiamare “il suo stile” fosse una mia impressione, un problema di traduzione (non è che l’inglese sia poi così ricco e a volte ce ne dimentichiamo) o un difetto da esordiente. Purtroppo però, questa caratteristica, sebbene renda possibile leggere un qualsiasi romanzo della saga anche senza conoscere quelli precedenti, quando si procede in ordine diventa davvero evidente.
Di buono qualcosa di sicuro c’è: Richard e Jean-Claude hanno una loro tridimensionalità, i personaggi secondari (sia vampiri che mannari) hanno un loro senso e Edward rifulge di “bastardaggine” e ironia.
Mi è sembrato che i tempi della storia fossero un po’ incerti, ma l’azione compensa largamente.








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